giovedì 3 luglio 2008

America's Cup...un anno dopo!!

Coppa America, un anno dopo: il 3 luglio 2007 Alinghi vinse per la seconda volta consecutiva il mitico trofeo, strappato nel 2003 ai neozelandesi e poi difeso con successo nel mare di Valencia. Il team svizzero di Ernesto Bertarelli sconfisse i coriacei kiwi per 5-2 al termine di regate sempre combattute, tanto che il distacco tra le due barche nel match finale fu di appena un secondo. Una disfatta bis per i neozelandesi, mentre Alinghi conservava la coppa in Europa, godendosi i frutti di un'edizione ricca di sfidanti, sponsor, duelli appassionanti. Che cosa è rimasto di un evento che doveva proiettarsi sempre di più verso il futuro? A un anno di distanza, la manifestazione sportiva più antica del mondo è impantanata nella battaglia legale tra Alinghi e Oracle, aspettando il verdetto d'appello della Corte suprema di New York.
In fuga da Valencia?
La situazione di stallo ha già prodotto nefaste conseguenze. Valencia, subito confermata come sede per un'altra edizione nel 2009 sul modello del 2007, con tante squadre iscritte alle prove di selezione (ex Vuitton Cup), rischia di rimanere con un pugno di mosche, almeno nel breve periodo. Nei giorni scorsi, Ac Management, la società che gestisce l'organizzazione della coppa per conto di Alinghi, ha firmato un nuovo accordo con le istituzioni spagnole, sciogliendo quello siglato nel luglio 2007, all'indomani della vittoria svizzera. In pratica, l'amministrazione iberica rientra in pieno possesso delle strutture del Port America's Cup a Valencia, lasciando ai team della passata edizione l'uso delle rispettive basi per tutto il 2008.Una fuga dalla Spagna, quindi? Michel Hodara, amministratore delegato di Ac Management, ha spiegato che il vecchio contratto non era più valido alla luce dei recenti sviluppi legali e che si dovrà riconsiderare la sede della futura coppa, senza tuttavia escludere Valencia a priori. Di sicuro sono scappati gli sponsor, Louis Vuitton in primis, storico partner commerciale delle selezioni per gli sfidanti, che aveva già lasciato il campo la scorsa estate. Alinghi sognava una coppa sempre più moderna e affrancata dalla tradizione ottocentesca, ma si è sbilanciata con un protocollo di regole per l'edizione successiva che molti concorrenti hanno giudicato unilaterale. Troppi poteri al defender, si criticava. Il peggior documento nella storia dell'evento, si sentenziava. Ecco l'origine di molti mali attuali, il casus belli per il bulldozer legale di Oracle.In questi 12 mesi è successo di tutto: accuse reciproche di antisportività, tentativi di mediazione, nuove regole varate da Alinghi e poi vanificate dalla corte. Il giudice Herman Cahn che ha dichiarato Oracle come sfidante ufficiale al posto del circolo spagnolo (Cnev), il ricorso degli svizzeri, l'incertezza sulle date. Pare che si gareggi nella primavera 2009, ma solo tra due barche, o meglio tra catamarani. Una questione privata tra Alinghi e Oracle, senza nessun altro partecipante, perché così vuole il Deed of gift (documento ottocentesco che definisce la competizione) quando il difensore del trofeo e il primo sfidante non riescono a mettersi d'accordo. Ernesto Bertarelli e Larry Ellison, due miliardari accomunati da visioni rivoluzionarie per lo sviluppo della Coppa America, ma ora divisi dal tribunale e costretti a seguire regole antiche per uscire dal limbo.
L'incertezza che danneggia i team
Quando si scenderà di nuovo in acqua per una gara modello 2007? Sono in molti ad augurarsi che il duello tra Alinghi e Oracle vada in scena al più presto, per poi tornare su binari collaudati. Mascalzone Latino, per esempio, ha sempre perorato la causa americana e proposto di gareggiare tutti con le vecchie barche. Sono gli stessi che si domandano perché Alinghi abbia tentato di stravolgere le regole dell'edizione 2007, introducendo peraltro una nuova classe di barche con appena due anni per costruirle e provarle. È mancata insomma una mediazione tra idee rivoluzionarie e pilastri della tradizione. I team si sono polarizzati: aut aut, o con Alinghi o contro.Alcuni hanno deciso di chiudere i battenti (Luna Rossa), altri di aspettare tempi migliori, tipo Team Germany che ha stabilito un break nella sua preparazione, mancando certezze sulla coppa numero 33. Altri ancora, come i sudafricani di Shosholoza del Comandante Salvatore Sarno, stanno continuando gli allenamenti. L'inglese Team Origin ha rivisto il calendario per una possibile sfida nel 2011, denunciando però le frustrazioni per dover lavorare in assenza di date sicure. Gli sponsor stanno alla finestra, cercando di capire dove soffierà il vento. Affiora, intanto, una certa nostalgia per le regate del 2007, che nessun catamarano potrà mai rimpiazzare.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Sport/2008/07/coppa-america-crisi.shtml?uuid=4e639626-48d8-11dd-be66-4257e4fdd63d&DocRulesView=Libero

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